giovedì 19 maggio 2016

Come tutto ebbe inizio (terza parte)






Germano chiese al cugino se sapesse per quale motivo i quattro avessero reagito in quel modo e lui, smesso di ridere, non tardò a rispondergli.
I purosangue di Bosco oscuro sono un pochino misogini. Le loro donne non hanno poteri e non combattono come le nostre. A dire il vero, da quanto so io, le donne di quel bosco non fanno assolutamente nulla; non possono rischiare di offendere gli uomini con un'eccessiva intraprendenza; verrebbero punite. - Si fece serio e posò di nuovo lo sguardo su Falco d'argento. - Se poi rivolgessero la parola senza permesso ad un Principe di Bosco oscuro, un figlio del Generale Falco dorato, non so davvero cosa potrebbe accadergli. -
Se ti stai riferendo a me, Tasso, sbagli nel tuo giudizio! - Falco d'argento aveva ritrovato la sua compostezza. - Ammetto di non essere abituato ad avere un rapporto paritario con le donne, né tanto meno al fatto che qualcuna di esse mi si rivolga in quel modo, ma non ne colpirei una tanto alla leggera. - Chiuse gli occhi e respirò a fondo, cercando di non pensare al dolore che provava ancora nonostante le cure di Dog. - Per motivi di salute, ho passato molto tempo accudito da mia madre, Civetta, prima che morisse. Lei mi ha insegnato ad avere più rispetto per le vite altrui. -
Tasso sorrise, finalmente aveva avuto risposta alla sua domanda.
- Se sei figlio di Civetta, ciò vuol dire che sei fratello completo del grande Generale di Bosco diamante. Ora capisco perché Golden hawk non era minimamente preoccupato all'idea di eliminarti. -
Falco d'argento annuì.
So che hai una certa stima nei confronti di mio fratello, il Generale. Le rare volte in cui è tornato a Bosco oscuro mi ha parlato di te, in maniera più lusinghiera di quanto non faccia il mio fratellastro, senza dubbio. - Falco d'argento sorrise, il pensiero del fratello di sangue sembrava rallegrarlo. - Lui andò via da Bosco oscuro quando io non ero ancora nato; mia madre mi raccontò che aveva sfidato mio padre per proteggerla e che aveva avuto la meglio. Tuttavia, sebbene abbia avuto l'occasione di ucciderlo, Silver hawk non è mai stato come Falco dorato, così gli risparmiò la vita e se ne andò da Bosco oscuro. Il Comandante di Bosco diamante assistette allo scontro e lo invitò ad andare con lui per entrare nelle Guardie Reali. In seguito salì di livello  e rango fino a divenire lui stesso Generale. Quando mio padre lo venne a sapere andò su tutte le furie. Non solo lo aveva sconfitto in battaglia, ma lo aveva anche superato in grado. - sospirò - A quanto pare io glielo ricordo molto, perché non mi ha mai avuto in simpatia. - 
Finito il racconto tornò serio. Alla sua mente erano riaffiorati altri ricordi, pensieri che lo rendevano triste e gli causavano rabbia. Gli amici gli si avvicinarono in segno di conforto. Tasso sapeva bene a cosa stava pensando; anche il generale di Bosco diamante gli aveva raccontato quella storia ed il suo finale. Non insistette ulteriormente, ma gli rivolse un invito.
Siete ancora deboli e dovete riposare, ma quando vi sentirete di alzarvi vi porterò a fare un giro per il nostro bosco. Siete i benvenuti qui e potrete fermarvi fino a quando vorrete. - Fece per allontanarsi, poi ci ripensò e si girò nuovamente a guardarli. - Lo sarete fino a quando terrete le zampacce lontano dalla mia sorellina Gazzella! Se vi farete venire in testa strane idee vi ucciderò con le mie mani, sono stato chiaro? -
I quattro annuirono e lui se ne andò, lasciandoli soli.
Due giorni dopo, finalmente, le quattro sentinelle furono in grado di lasciare l'infermeria e Tasso, come gli aveva promesso, li portò a vedere il bosco. La prima cosa che saltò agli occhi degli ospiti, fu l'ascendente che la loro guida aveva sulle donne. Lui era sicuramente un bel tipo, alto e dal fisico prestante, gli occhi color smeraldo sui quali ricadevano degli arruffatissimi capelli verdi che nascondevano la gemma sulla fronte e una bella carnagione scura scavata qua e là dalle cicatrici di una vita spericolata. Tasso non era certamente il tipo che si tirava indietro davanti al pericolo e di segni sulla pelle ne aveva parecchi, ognuno dei quali era legato ad una storia avvincente che lui sapeva raccontare con dovizia di particolari e suspense. Era un bell'uomo ed era intelligente, furbo, simpatico, dolce e generoso, il massimo che una donna potesse desiderare. Una donna di Piccolo bosco delle ninfe, almeno.
Continuavano a camminare insieme, attraversando tratti alberati e radure, incontrando sentinelle di ogni livello e rango, costeggiando il torrente o allontanandosi da esso, fino a quando non giunsero in un'area erbosa aperta dove trovarono Gazzella. La ragazza si stava allenando insieme alle tre compagne di squadra; aveva una grande forza fisica e notevole volontà e si mostrava sempre concentrata su ciò che faceva. Ci volle un po' perché si accorgesse dei cinque uomini. 
Notando la presenza del fratello, invitò le amiche a fare una pausa e si avvicinò al piccolo gruppo, seguita a ruota dalle altre tre.
Cosa fate qui? - chiese.
Gli sto mostrando il bosco. Sono di nuovo in grado di stare in piedi, anche se credo che ci vorrà un po' prima che tornino completamente in forma. - 
Falco d'argento guardava attentamente la ragazza, poi decise di tentare di parlarle un'altra volta.
Ti ho vista allenare, non pensavo fossi così brava. Sei un ottimo scudo! -
Lei lo guardò freddamente e gli rispose solo un secco "Grazie!".
Una delle amiche la sgridò.
Oh,  insomma Gazzella, non essere così dura. Stava tentando di essere gentile. Non è colpa sua se non ha mai visto una donna combattere. - Ammiccò verso di lui. 
Un'altra delle ragazze si avvicinò per dare man forte all'amica e si rivolse a Falco d'argento. - Purtroppo Gazzella è molto permalosa e non sopporta chi crede che sia debole solo perché è una donna. -
Già! - aggiunse l'altra - anche perché lei è molto forte, sai? Anche più di un uomo. -
Falco d'argento sorrise ironicamente.  - Addirittura più di un uomo? -
Gazzella gli si avvicinò con rabbia, accostando il viso al suo e fissandolo negli occhi con aria di sfida. - Perché, non ci credi forse? -
Lui indietreggiò divertito. - Oh, no, no, ci credo. Di un uomo di Piccolo bosco delle Ninfe sicuramente... -
Lei diventò paonazza per la rabbia e gli ringhiò contro - Perché non mi metti alla prova, bellimbusto? -
- Non oserei mai colpire una donna che mi ha salvato la vita. - continuò lui impertinentemente, mentre lei gli si avventava contro sollevando le maniche della maglia.
Dammi solo un minuto e vi metto al tappeto tutti e quattro, brutto sfrontato di un uccellaccio spennacchiato! -
Tasso intervenì per bloccare la sorella e portarla via,  mentre Falco d'argento e la sua squadra ridevano sotto i baffi.
Una delle amiche li mise in guardia. - Non dovete schernirla e sottovalutarla. Gazzella si è allenata tutta la vita solo per poter affrontare e sconfiggere i membri di Bosco oscuro. Ti ha salvato perché è stata un'idea del fratello, altrimenti ti avrebbe certamente lasciato annegare. -
Zephyr, l'unico dei quattro che era rimasto serio tutto il tempo, parlò alle ragazze. - La sua non è semplice rivalità nei confronti del nostro bosco, ha un forte astio verso quelli come noi. Posso chiedervi perché?
Le tre amiche si incupirono all'improvviso, come se ci fosse una risposta molto seria a quella domanda. - Tu puoi chiederlo, ma noi non possiamo risponderti. Vi preghiamo di non provocare Gazzella, la vostra presenza qui la rende molto nervosa. E anche Tasso, sebbene per qualche motivo abbia deciso di soccorrervi, odia Bosco oscuro più di qualsiasi altra cosa. -
Le ragazze si allontanarono e le quattro sentinelle restarono sole nella radura, piene di domande e con pochissime risposte.







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